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Aumenta la produttività con la musica da studio giusta

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Qual è la musica da studio giusta per concentrarsi?

Se sei arrivato su questa pagina quasi sicuramente hai deciso di inserire un sottofondo musicale alle tue sessioni di apprendimento; ma a parte l’istinto di riprodurre la playlist del tuo artista preferito probabilmente non sai esattamente quali sono le tipologie di musica più idonee a favorire la produttività.

Attenzione, in effetti ascoltare i tuoi pezzi preferiti potrebbe rivelarsi controproducente.

Ma procediamo per gradi…

L’esigenza di rimanere concentrati sui libri per molto tempo è comune a tutti gli studenti universitari.
Se anche tu sei uno studente, se frequenti un corso di laurea oppure un master, probabilmente il tuo obiettivo è mantenere costantemente alto il livello di concentrazione, per migliorare la qualità dello studio e ottimizzare il tempo.
Quasi sicuramente le avrai anche provate un po’ tutte per riuscirci: tecniche di lettura veloce, time management, strategie per apprendere più velocemente e all’occorrenza anche qualche formula magica.

Noi oggi ti parleremo di un supporto valido ed efficace, combinabile con qualsiasi metodo di studio tu abbia deciso di adottare: la musica.

Senza entrare nel merito di aspetti troppo tecnici, come ad esempio i benefici delle famose onde alfa, ci soffermeremo sul binomio tra lo studio e la musica, da sempre oggetto di discussioni e pareri discordanti.
I nostri genitori lo considerano controproducente; alcuni studenti ritengono il sottofondo musicale indispensabile per la concentrazione; gli studiosi si dividono tra favorevoli e contrari.

Eppure numerose analisi hanno confermato che la musica può essere l’alleato giusto per studiare meglio e ottenere ottimi risultati.

Ad ogni materia la sua musica

Prima di realizzare la tua playlist per lo studio leggi con attenzione cosa rivela l’analisi commissionata da Spotify, noto servizio di musica in streaming, ad Emma Gray del Cognitive Beahaviour Therapy and Counselling Service di Londra.

La nota  psicologa, esperta in terapia cognitivo comportamentale, afferma che per ottenere benefici tangibili sulla qualità dell’apprendimento bisogna assegnare ad ogni disciplina un genere musicale ben preciso.

L’affermazione è frutto di dati reali, ottenuti dalle ricerche condotte dalla Grey sulla musica adatta per studiare.

Ad esempio, la musica classica favorisce la concentrazione e consente di mantenerne alto il livello per lungo tempo; le sinfonie di Beethoven e le composizioni di Bach risultano pertanto adatte a materie come la matematica e la fisica.

Per le materie che richiedono creatività e originalità il rock e il pop, con un ritmo intenso, sono i generi ideali, perfetti per stimolare la mente.

E le materie umanistiche?

Per storia, letteratura e tutte quelle discipline di stampo prevalentemente ‘nozionistico’ l’accompagnamento musicale deve essere rilassante e tranquillo.
La dottoressa Grey ha individuato in ‘Firework’ di Katy Parry e in ‘(I Can’t Get No) Satisfaction’ dei The Rolling Stones i brani ideali per favorire i pensieri logici e per memorizzare nuove informazioni.

Suoni della natura

La pioggia, il cinguettio degli uccelli, le onde del mare, l’acqua del ruscello e il vento tra le foglie favoriscono il rilassamento e aiutano la concentrazione.

Per quanto i rumori e i suoni della natura possano sembrare ripetitivi e poco stimolanti sono considerati il sottofondo musicale perfetto per le sessioni di studio intenso.

Se provi a digitare su Google la chiave ‘musica rilassante per studiare e concentrarsi’ il motore di ricerca metterà a tua disposizione una vasta scelta di compilation da ascoltare gratuitamente.

Musica senza parole

Secondo alcuni studi le musiche strumentali, senza testo, sono da preferire a quelle cantate.

Le parole catturano l’attenzione dell’ascoltatore e potrebbero pertanto rappresentare una fonte di distrazione.

E poi vogliamo parlare dell’istinto a trasformare l’evidenziatore in microfono e ad esibirsi in una scatenata perfomance canora amatoriale?

Canzoni preferite

Due le scuole di pensiero in merito all’eventualità di creare una playlist per lo studio composta dai brani dei propri artisti preferiti.

C’è chi sostiene i benefici legati all’ascolto delle canzoni preferite e chi invece afferma che l’abitudine potrebbe rivelarsi nociva.
In realtà quest’ultima è la più accreditata. Ascoltare una canzone che crea coinvolgimento sposta l’attenzione sullo stato emozionale provocato dal brano, e di conseguenza ostacola la concentrazione.

Consigli

Per far sì che la musica apporti i suoi benefici alla qualità dell’apprendimento devi seguire alcuni suggerimenti.

Innanzitutto devi cercare di mantenere il suono a un livello moderato; un volume eccessivamente elevato può diminuire la capacità del cervello di elaborare informazioni.

Un altro consiglio è quello di evitare radio e tv: le immagini e gli interventi degli speakers potrebbero creare momenti di distrazione ed essere quindi controproducenti.

Per non perdere tempo nella ricerca dei brani ogni volta che ti siedi alla scrivania, e per avere sempre a portata di mano la musica giusta per studiare, puoi scaricare l’app di Spotify e creare una playlist per ogni materia da studiare.

Concludiamo dicendo che l’effetto della musica, o della tipologia di musica, nello studio può variare da persona a persona; ecco perché è consigliabile fare dei test con differenti generi musicali, per capire quale effettivamente funziona e quale è in grado di restituire i migliori risultati.

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