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Diritto Ecclesiastico: storia ed evoluzione della disciplina

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Se sei uno studente universitario alla ricerca di riassunti di diritto ecclesiastico che supportino lo studio e l’approfondimento della materia, o se sei un appassionato del particolare ambito giuridico, hai finalmente trovato la pagina che fa al caso tuo.

L’Università Telematica Niccolò Cusano di Bolzano ha realizzato per te questa piccola guida che sintetizza l’evoluzione storica e le principali caratteristiche della tematica.

Partiamo da una definizione: il diritto ecclesiastico è il settore dell’ordinamento giuridico che disciplina il fenomeno religioso. E’ composto da una complesso di norme che afferiscono a differenti ambiti del diritto: internazionale, costituzionale, civile, penale, del lavoro e amministrativo.

Principi

I principi più importanti sui quali si fonda il Diritto ecclesiastico sono la libertà religiosa, la laicità dello Stato e l’uguaglianza.

Per quanto riguarda la libertà religiosa l’art. 19 della Costituzione sancisce il diritto di tutti gli individui di “professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di darne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Il principio di laicità dello Stato è un ‘principio supremo dell’ordinamento’ che garantisce la salvaguardia della libertà di religione in regime di pluralismo confessionale e culturale.

L’uguaglianza religiosa è sancita dall’articolo 3 della Costituzione nel quale si legge: “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”
All’articolo 8 viene inoltre stabilita l’uguaglianza di tutte le confessioni religiose dinanzi alla legge, nel rispetto dell’ordinamento giuridico italiano.

Differenze tra diritto canonico e diritto ecclesiastico

Rientra nell’ambito dell’ordinamento giuridico anche il diritto canonico, spesso confuso con quello ecclesiastico, o addirittura considerato un sinonimo.

Per chi non ha ancora ben chiare le peculiarità di ciascun ambito, ecco di seguito una mini guida per comprendere le sostanziali e principali differenze che esistono tra il diritto ecclesiastico e quello canonico.

Mentre il primo lo abbiamo analizzato nel dettaglio nel corso dell’articolo, ci focalizzeremo in questo paragrafo sul diritto canonico.
Parliamo nello specifico di un complesso di norme, alcune di istituzione divina e altre derivanti da legislatori storici, che disciplinano l’organizzazione giuridica fondamentale del Popolo di Dio.
Si tratta in altre parole di un ordinamento indipendente che costituisce a tutti gli effetti un sistema di diritto, prodotto da un’autorità diversa da quella statale.
L’articolo 7 della Costituzione Italiana sancisce a tal proposito che “lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”.

Mentre le norme dei diritto canonico sono contenute nel ‘Codice di Diritto Canonico’, le norme di Diritto ecclesiastico sono presenti in tutti i settori dell’ordinamento giuridico italiano: nella Costituzione, nel Codice Civile, nel Codice Penale, nelle Leggi Amministrative e nelle leggi del Diritto del lavoro.

Un po’ di storia

Per comprendere meglio la materia è d’obbligo conoscere un po’ di storia; ecco di seguito una piccola sintesi, che parte dall’anno 1848, e dallo Statuto Albertino, e arriva fino alle modifiche al trattato lateranense, avvenute nel ’75.

Con lo Statuto Albertino viene proclamato il principio secondo il quale la religione cattolica apostolica romana è la sola e unica religione dello stato; per gli altri culti è prevista una tolleranza conforme alle leggi.

Con le successive evoluzioni dottrinali la norma viene considerata una mera disposizione dipendente dalla legislazione emanata. In parole più semplici la norma assume una forma ‘cerimoniale’ la cui attuazione è limitata alla prescrizione dell’obbligo del rito cattolico in presenza di cerimonie religiose ufficiali.

Segue la Legge Sineo che stabilisce il godimento degli stessi diritti civili e politici, nonché l’ammissibilità alle cariche civili e militari, anche in presenze di culti differenti.

Con la Legge Siccardi viene abolito il privilegio del foro ecclesiastico e proclamata la giurisdizione dello stato come unica espressione di sovranità.

Nel 1861 con la Questione Romana, e la necessità di rendere Roma capitale del nuovo stato unificato sotto il Regno dei Savoia, inizia ad evincersi chiaramente l’ostilità del papato.

Nel 1865 viene emanato il primo codice civile del Regno d’Italia nell’ambito del quale figura l’introduzione del matrimonio civile come unica forma valida per lo stato.

Allo stesso periodo appartengono le leggi eversive dell’asse ecclesiastico, finalizzate a sopprimere le corporazioni e le associazioni religiose non dedite all’assistenza e alla cura delle anime.

Nel 1970 viene emanata la Legge delle Guarentigie pontificie emanata dallo Stato per tutelare il Pontefice e proclamare la libertà di discussione in materia religiosa.

Lo stesso Pontefice non si mostra però favorevole alla legge; la Questione Romana resta aperta e vengono compromessi gli equilibri del nuovo Stato.

Nel 1889 è la volta del Codice Zanardelli, che abolisce la categoria dei rati contro la religione e tutela, senza distinzioni, tutti i cittadini credenti.

Altra data importantissima dal punto di vista storico il 1929, anno in cui vengono stipulati i Patti Lateranensi, composti da:

  • Trattato: abroga la legge delle Guarentigie e allo stesso tempo risolve la Questione Romana con la costituzione dello stato Città del Vaticano.
  • Concordato: disciplina la Chiesa Cattolica in Italia.
  • Convenzione finanziaria: chiude i rapporti economici tra lo Stato e la Santa Sede

La Legge 24 giugno 1929 disciplina l’esercizio dei culti ammesso nello stato e stabilisce l’ammissione di culti diversi dalla religione cattolica a patto che non prevedano principi o riti in contrasto con il buon costume e/o l’ordine pubblico.
Vengono così abrogate le leggi razziali e i cittadini ebraici, sia italiani che stranieri, riacquisiscono i diritti civili, politici e patrimoniali.

Nel 1948, con l’entrata in vigore della costituzione repubblicana, il diritto ecclesiastico viene modificato.
In particolare sono proclamati i diritti inviolabili di libertà religiosa e di uguale libertà delle confessioni; viene introdotto il principio di non discriminazione; vengono proclamate l’indipendenza e la sovranità dello stato e della chiesa.

Tutto resta invariato fino al ’67, anno in cui il parlamento, attraverso una mozione, invita il governo a riconsiderate alcune norme e di adeguarle all’evoluzione dei tempi.
Viene così introdotto il divorzio seguito nel 1975 dalla riforma del diritto di famiglia.

Nel 1975 l’accordo tra Craxi e il cardinale Casaroli apporta una serie di importanti modifiche al trattato lateranense.

laurea in giurisprudenza

Corso di laurea in Giurisprudenza

Per chi è appassionato della materia e per chi desidera inserirsi professionalmente nel settore giuridico, è disponibile il corso di laurea in Giurisprudenza erogato dall’Università Telematica Niccolò Cusano, il cui piano didattico prevede, al terzo anno, anche lo studio e l’approfondimento del Diritto ecclesiastico.

La struttura didattica del programma è finalizzata a fornire al futuro giurista una conoscenza di base del fenomeno religioso nell’ambito dell’ordinamento italiano.
Il corso si focalizza in maniera particolare sulla libertà religiosa analizzata da tre differenti prospettive: istituzionale, individuale e associativa.
Tra le principali tematiche affrontate il rapporto tra il Diritto ecclesiastico, la Chiesa cattolica e le Confessioni religiose.

Al termine del corso gli studenti avranno acquisito una serie di nozioni e conoscenze in merito ai seguenti argomenti: l’evoluzione dei rapporti tra Stato e Chiesa in Italia; gli istituti fondamentali del diritto ecclesiastico italiano; i principali organi ecclesiastici; il fenomeno del multiculturalismo e il suo impatto nella sfera giuridica; le principali problematiche afferenti al diritto di libertà religiosa.
I corsisti saranno in grado di interpretare, da un punto di vista giuridico-sistematico, gli articoli della Costituzione italiana che riguardano il fenomeno religioso e la libertà di religione.

Nel dettaglio il corso prevede l’approfondimento dei seguenti argomenti:

  • Introduzione allo studio del Diritto ecclesiastico
  • Le fonti del Diritto Ecclesiastico
  • Sistemi di relazione tra Stato e Confessioni nell’esperienza giuridica italiana
  • La libertà religiosa istituzionale: lo Stato e le Confessioni religiose in generale e in particolare lo Stato e la Chiesa cattolica (I parte)
  • La libertà religiosa istituzionale: lo Stato e la Chiesa Cattolica (II parte)
  • La libertà religiosa istituzionale: lo Stato e le Confessioni religiose
  • La libertà religiosa individuale e collettiva
  • Il matrimonio concordatario: caratteri generali (I parte)
  • Il matrimonio concordatario (II parte)
  • Il matrimonio concordatario (III parte)
  • Religione e istruzione: l’insegnamento della religione e le scuole confessionali
  • Gli enti ecclesiastici
  • Il governo della Chiesa cattolica e gli Enti centrali della Chiesa
  • Il patrimonio ecclesiastico
  • I beni culturali religiosi e l’assistenza spirituale
  • La Santa Sede
  • Lo Stato della Città del Vaticano
  • Pluralismo, multiculturalità e simboli religiosi: aspetti ecclesiastici della società odierna

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